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Qui scopre che il fratello è stato brutalmente assassinato poco prima che lui nascesse. Un delitto che, forse, non ha ancora un colpevole. Con la complicità della figlia del presunto assassino, Marina, una ragazza che non si è mai rassegnata alla colpevolezza del padre, Roberto affronta le sue pi terribili paure per risolvere quel mistero che è anche alle origini della sua malattia..

Amadeus non sa che noi sappiamo: al posto della Milani, stasera, c’è Francesca Alotta. Dopo la pubblicità, la classifica della prima puntata: Donatella Milani, Fabio Canino, Marco Armani, Valeria Rossi, Stefano Sani, Jalisse, Massimo Di Cataldo. Al primo posto c’è Lisa, la fortunata interprete di Sempre.

Galliani a Lisbona per capire i margini su Carletto. E su Rami. L delegato rossonero sar nella capitale portoghese per assistere alla finale di Champions League tra Real Madrid e Atletico. Nel 1983 gira I predatori di Atlantide dove si ritaglia anche una particina come attore, quindi nel 1984 completa la mitica trilogia con Inferno in diretta (Cut and run), film crudo e spietato forse ancor più di Cannibal Holocaust. Altra incursione nel mondo dell’horror è Camping del terrore (1987) che anche nel titolo paga i debiti di ispirazione con la fortunata serie americana Venerdì 13. I barbari (meglio noto come The Barbarians Co.) è del 1987 ed è pure una delle ultime cose che si ricordano con piacere, un bel fantasy alla Conan girato senza penuria di mezzi.

Soprannominato “l’imperatore del cinema giapponese” nonostante si consideri, al contrario, uno “schiavo della settima arte”, nasce a Tokyo cento anni fa, il 23 marzo 1910, discendente da una famiglia di samurai. Deve al fratello Heigo la passione per la letteratura, in particolar modo Shakespeare e i romanzieri russi, che ritorneranno a poco a poco nella sua vasta filmografia.Ma Akira è anche appassionato di pittura e, dopo un apprendistato nel campo delle arti figurative, entra nel cinema incoraggiato dall’amico Yasujiro Ozu. Già dalla sua prima opera La leggenda del grande judo (1943), presenta una perfetta sintesi fra il cinema d’azione americano e la ricerca psicologica autenticamente nazionale, che imponeva l’esaltazione dello spirito di sacrificio del singolo per il bene del paese.Il samurai che incantò HollywoodNei primi anni del dopoguerra Akira può esprimersi con maggiore libertà, spaziando fra pellicole incentrate su problematiche sociali e film storici, raccontando storie di uomini in caparbia lotta contro i mali e le ingiustizie della società, come in Non rimpiango la mia giovinezza (1946), L’angelo ubriaco (1948) e Cane randagio (1949), tanto che molti critici definiscono il suo cinema come una forma di “realismo umanistico”, prossimo ai valori occidentali.

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