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Disgraziatamente i primi passi di interprete teatrale non le faranno guadagnare una grande somma, così la Bates è costretta, per sopravvivere, a trovare altri impieghi come quello di cameriera o di commessa in un negozio di regali. il 1970, quando si trasferisce a New York City in cerca di fortuna e di una scrittura migliore, ma disgraziatamente la sua grande mole, il suo poco fascino e l’essere assolutamente poco fotogenica non l’aiuteranno di certo a scalare la vetta del successo, almeno fino a quando non partecipa con Christopher Walken a uno spettacolo dal titolo “Lemon Sky” che la porterà a essere presa in considerazione anche per futuri ruoli.Debutto in teatro e sul grande schermoNonostante questo, Milos Forman la sceglie per Taking Off (1971) che sarà il suo film d’esordio. Staccatasi dal mondo del palcoscenico, fa qualche entrata in quello televisivo (Love Boat, 1978), salvo poi tornare al grande schermo accanto a Dustin Hoffman in Vigilato speciale (1978).

Tra le accertate e significative presenze: una persona straniera, un esponente dell’Autonomia operaia romana e, dopo la fine del sequestro Moro, un militante regolare delle Brigate rosse. Tre persone ‘insediate’ in una realtà tipicamente “borghese”, dove era alta la presenza di società estere (pare con interessanti attività) e di prelati. Lo studio della zona, e del tratto di strada percorsa per arrivare nel garage della palazzina, permette anche di spiegare uno dei tanti dettagli rimasti da allora in sospeso: cioè le infiorescenze ritrovate sulla Fiat 132 sulla quale era stato fatto salite l’ostaggio.

La Meyers debutta così alla regia nel 1998 con la commedia Genitori in trappola con Natasha Richardson e Dennis Quaid e ottiene un successo clamoroso nel 2000 con What women want Quello che le donne vogliono, divertente commedia in cui Mel Gibson legge nel pensiero delle donne, un espediente semplice che permette alla Meyers di azzeccare un paio di annotazioni efficaci sul ruolo della donna nei rapporti di coppia. La carriera da regista della Meyers ricalca quella da produttrice sceneggiatrice: le sue opere risultano piacevoli e attuali, molto apprezzate dal pubblico ma non riescono mai a raggiungere quell’aura di qualità che le permetta di essere riconosciute anche dalla critica.L’univa regia della Meyers che anche i critici salutano come una ventata d’aria fresca nel panorama della commedia a stelle e strisce è Tutto può succedere del 2003, con Diane Keaton che viene affiancata da Jack Nicholson e Keanu Reeves. La storia è quella del dottor Julian Mercer, costretto a occuparsi di un paziente colpito da un infarto proprio a casa di Erica, madre della sua giovane fidanzata.

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